Recupero e ripristino di silos in cemento armato

Tipologia: RIPRISTINO DEL CALCESTRUZZO
RIPRISTINO DEL CALCESTRUZZO ESTERNO SILOS RISERIA PASINI DI RONCOFERRARO (MN) 1 - descrizione dell'edificio e del degrado presente Il silo rettangolare oggetto della presente relazione e' stato realizzato negli anni '60 e presenta delle pareti piene in calcestruzzo armato dello spessore di 20 cm la cui luce, in direzione orizzontale,è interrotta da setti verticali interni che dividono il silo in celle aventi dimensioni in pianta di circa 3 x 3 metri. La superficie esterna delle pareti è stata lasciata a vista, senza alcuna protezione e, allo stato attuale, presenta varie zone in cui si è verificato un sensibile degrado con spalling del copriferro e corrosione delle armature metalliche messe a nudo. In altre zone si rileva la presenza di fessure orizzontali e rigonfiamenti in corrispondenza delle armature metalliche sottostanti con fenomeno di spalling in procinto di verificarsi. Sulle pareti del silo esistono, però, ampie zone che allo stato attuale non presentano segni manifesti di degrado nè in forma di fessure nè in forma di spalling. 2- prelievi eseguiti ed esiti delle verifiche di laboratorio Dalle pareti del silo sono state prelevate quattro micro carote del diametro di 40 mm e della profondità di circa 8-10 cm. In particolare, sono state prelevate due carote in zona affetta da fenomeni di degrado con spalling del copriferro e corrosione delle armature metalliche; le altre due carote sono state, invece, prelevate in una zona attualmente priva di degrado manifesto. Lo scopo dei prelievi è stato quello di valutare la profondità di penetrazione dell'anidride carbonica nel calcestruzzo in relazione allo spessore del copriferro esistente. Le carote, dopo il prelievo, sono state portate al laboratorio della Enco dove siè provveduto ad eseguire la misura della profondità di carbonatazione mediante il test colorimetrico alla fenolftaleina. I risultati delle misure eseguite sono riportati in Tabella: Dai valori riportati in Tabella 1 si evince che, in 50 anni di esposizione all'aria, il calcestruzzo delle pareti del silo nella zona di prelievo delle carote A e B si è carbonatato per una profondità di soli 10 mm. Nelle zone di prelievo delle carote C e D, dove la parte pù corticale di calcestruzzo è saltata via a causa del degrado, la superficie attualmente a contatto con l'atmosfera, nel periodo di tempo trascorso dal momento del distacco ad oggi (non noto), non ha subito una penetrazione apprezzabile della CO2. Questi risultati testimoniano che il calcestruzzo delle pareti del silo è caratterizzato da ottima compattezza e impermeabilità e, di conseguenza, da una resistenza meccanica a compressione molto elevata. Preparazione dei supporti: - Pulizia delle superfici ed asportazione delle parti incoerenti e in fase di distacco mediante idropulizia eseguita a 500 bar con lancia a testa rotante. TRATTAMENTO FERRI D'ARMATURA: - Sistemazione dei ferri d'armatura mediante bloccaggio e fissaggio degli stessi alla struttura esistente con fischer a pressione. TRATTAMENTO FERRI D'ARMATURA:- Pulizia dei ferri d'armatura e successiva applicazione di prodotto passivante Repar monosteel APPLICAZIONE BETONCINO FIBRORINFORZATO:- Applicazione manuale di betoncino reoplastico Repar tix bic per compensare i principali spessori mancanti APPLICAZIONE BETONCINO FIBRORINFORZATO: - Applicazione a spruzzo di betoncino reoplastico bicomponente Repar tix bic per uno spessore medio di mm 8 RASATURA CON PRODOTTO CEMENTIZIO BICOMPONENTE - Applicazione di rasante cementizio bicomponente Raperi tix Bic per uno spessore medio di mm 2 applicato in due mani PITTURA ANTICARBONATAZIONE - Applicazione di fissativo Protech Fix e successiva applicazione, in due mani, di pittura acrilica Protech WAC-T Formazione di GIUNTO STRUTTURALE - Formazione di un giunto strutturale della larghezza di circa cm4 mediante il taglio completo della sezione del cls per rendere indipendenti due edifici costruiti in epoche diverse. Successiva copertura dello stesso mediante giunto elastico tipo Migupren MP 420 incollato con bitume a caldo

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